Ascolta “October” Dolores O’Riordan


Ottobre è uno dei mesi che preferisco, perché rappresenta in pieno l’autunno e ci fa addentrare nel periodo invernale, nonostante qui a Roma le giornate siano ancora abbastanza calde, il fresco della mattina e della sera si strofina sul viso e ti fa stringere nella giacca.

Ed è proprio in questo modo dolce che Ottobre ci prende per mano e lentamente, riempiendoci di foglie colorate, zucche e castagne, ci sussurra che dovremmo preparare noi e la nostra anima a un viaggio, verso l’inverno. Piano piano le giornate si accorciano, la luce invadente dell’estate si affievolisce e le ore buie aumentano. Un viaggio nelle stagioni che rappresenta una discesa nelle nostre profondità, nella nostra parte più scura e oscura. Del resto l’ultimo giorno del mese coincide con la festività dedicata ai morti, al regno dell’Ade.

Persefone

La dea Persefone, la regina dell’Ade, rientra  nel suo regno e ci tende la mano per portarci con sé. Saremo sue ospiti fino al 21 marzo quando con l’equinozio di Primavera riemergerà nella luce.

Persefone rappresenta proprio questo inesorabile ciclo di inizio e fine, luce e buio, sbocciare primaverile e semina invernale. Mi ricordo che in una seduta la mia psicoterapeuta mi disse che l’inverno serve a nutrire, coccolare, far impiantare bene il seme che poi a primavera sboccerà. Per tutto l’inverno sembra non succeda nulla, ma, sotto la terra e la neve, il seme si sta rafforzando per poi apparentemente d’improvviso fare capolino, vedere la luce e trasformarsi.

Il nostro inverno coincide con il guardarci dentro, con lo scorgere paesaggi dell’anima ancora sconosciuti, esplorarli e renderli familiari, con i cambiamenti che hanno bisogno di tempo per avvenire. Coincide con guardare in faccia quelle cose con cui ancora non abbiamo fatto pace e parlarci, anche discuterci. Il ciclo delle stagioni rappresenta tutto quello che in macro e in micro succede fuori e dentro gli esseri.

Viviamo seguendo i cicli e non ce ne rendiamo conto.  Capita che ci arrabbiamo con noi stesse per non essere sempre a mille, per non essere abbastanza produttive o creative e pretendiamo di avere sempre la stessa energia, determinazione e resistenza. Dovremmo rispettare il bisogno che hanno il nostro corpo e la nostra mente di rallentare, di prendersi una pausa, di accoccolarsi su un metaforico divano e bersi una tazza di the caldo. Dovremmo ascoltarci di più, capire in che fase del nostro ciclo di vita e di energia siamo, e accettare anche gli “ottobri” dell’anima.

 

P.S. Consiglio due libri per approfondire l’archetipo femminile di Persefone, che ho solo accennato nel testo:

Inoltre straconsiglio il corso online di Francesca Zampone (colei che mi ha aperto gli occhi sugli archetipi femminili)