Senza via di scampo. Il bisogno di contemplare


Ascolta “Ain’t no mountain high enough” Marvin Gaye.


Da qualche anno la montagna ha iniziato ad esercitare su di me un fascino diverso. Anzi diciamola tutta, inizia a piacermi..

Sono, e credo sarò sempre, una persona “marina”, cioè che ritrova nel mare il suo elemento naturale, anche forse per le mie origini siculo-campane.

Nel mare ritrovo una parte di me, quella in continuo movimento  di pensieri e azioni. Mi riconosco nei suo stati mutevoli e nelle sue profondità inesplorate, ma ricche di vita. Provo un senso di appartenenza e di riconoscimento quando sono al suo cospetto, che sia il freddo e scuro Mare del Nord o il caldo e accogliente mar Mediterraneo.

Credo che tutto questo mi apparterrà sempre ma, come accennavo prima, negli ultimi anni il mondo della montagna e tutto ciò che lo riguarda si sta facendo strada dentro di me.

L’imponenza e la magnificenza di questa staticità e la calma che trasmette mi sta conquistando.
Ho iniziato a passeggiare nei boschi, ad ascoltare il silenzio abitato della natura e ad apprezzare lo spazio apparentemente immutevole del paesaggio.

Le ombre dei boschi e la solitudine delle rocce in altitudine, le fonti d’acqua che scorrono rumorose nel mezzo e i mille occhi degli animali che vi abitano.

La montagna ti fa pensare.
Camminare fa pensare.
Davanti a un lago alpino o allo stagliarsi delle cime non puoi fare altro che contemplare e lasciarti prendere dal senso di piccolezza e di impotenza.

In quel momento lo zaino pesante, le scarpe strette e la fatica si dissolvono perché superflui di fronte alla grandezza e tu ti ridimensioni.
E ti fermi.
Minuti e anche ore.
E in questo tempo scendi dentro te e ti riconnetti alla tua parte calma, quieta e lenta.

Sei circondato. Non hai scampo.

Ecco ed è proprio questo lasciarsi andare, questo stare fermi in contemplazione senza agire, senza dover per forza fare e pensare, che mi fa riflettere su questa parte di me che fino a qualche anno fa non sapevo di avere, né la prendevo minimamente in considerazione come eventuale possibilità.

Mi piace sapere di potermi concedere di avere un luogo, uno spazio temporale in cui non avviene nulla se non il semplice STARE.

Sabrina Ciraolo
Sabrina Ciraolo
Ciao, sono Sabrina Ciraolo, Life coach per le donne.
Credo fermamente nella forza del femminile e, attraverso il mio lavoro, desidero contribuire affinché ogni donna si senta sempre libera di esprimere la propria identità e individualità.


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