fbpx

My life sketchbook

Brevi pennellate e disegni accennati di vita

Savannah.
Il bisogno di illuminare il lato ombra

Qualche week-end fa ho partecipato a un workshop della Scuola delle Donne della mia mentore e coach Francesca Zampone e l’argomento era il critico interiore. Nei giorni successivi continuavano a risuonarmi in testa le parole, le frasi e le riflessioni emerse in quelle ore. Avrei voluto elaborare la cosa e scriverci un post, ma evidentemente dovevo trovare la chiave giusta. E poi ho letto questo post.

L’ha scritto la mia amica e collega Giovanna Martiniello e parla del proprio lato ombra. Giovanna racconta di aver dato un nome al suo lato oscuro e ne descrive le caratteristiche. Scrive che la sua Mortifera, questo il nome, è “la simpatica vocina che mi ricorda che non vado bene come sono. Benché sia stata con me per tutta la vita, l’ho conosciuta solo in tempi recenti, quando le ho permesso di palesarsi“.

Piacere, Lucrezia

Tutte noi abbiamo un lato oscuro che è poi il nostro più feroce critico, quello che conosce le nostre debolezze e fragilità. C’è chi ce l’ha più accentuato e chi meno, chi lo ha riconosciuto e chi ancora non sa come conviverci. Ecco, mentre leggevo quest’articolo ho avuto un’illuminazione sul mio. Lo conosco e so come disarcionare il suo potere: spesso ci riesco, ma a volte è ancora più forte lei.
Lei? Lei chi?

Ebbene sì, grazie a Giovanna ho fatto l’esercizio di coaching di visualizzare il mio lato ombra e ho deciso che si chiama Lucrezia.
Lei è una donna perfettina, che deve avere tutto sotto controllo, affetta da paragonite (nota “malattia” che ti mette a confronto con gli altri, ovviamente, a tuo discapito). E si nasconde nel mondo dei non visibili, quelli che fuggono dal centro dell’attenzione, che hanno paura di farsi “vedere”.

Lucrezia ormai la conosco bene, so quando sta arrivando e soprattutto perché: avviene soprattutto quando mi lancio in nuove avventure, quando accetto delle sfide e mi metto alla prova. Lei è lì pronta con il ditino a dirmi che non va bene.

La luce che illumina

Ma a disarcionare il suo potere e, a illuminarne l’ombra, arriva in mio soccorso colei che ho appena nominato Savannah (il nome mi è venuto in mente sempre durante la lettura dell’articolo).
Savannah è il mio lato selvaggio, libero e senza paura. L’Ariete puro che parte alla conquista del mondo. Ecco, quando la vocina di Lucrezia inizia a insinuarsi nella mia testa, facendomi dubitare di tutto e boicottando i miei progetti, allora Savannah arriva in velocità, ballando sulle note di una musica energica e travolgente (a seconda della necessità usa questa, questa o questa)  e mi catapulta nel mondo del “fatto è meglio che perfetto” e “balla invece di pensare”.

E sapete chi vince? Da qualche anno Savannah mostra un palmarès di tutto rispetto con moltissime medaglie, anche se in alcune occasioni è arrivata in ritardo e Lucrezia aveva già preso possesso della mia mente. Ma devo ammettere che con il passare del tempo la sua vocina è diventata così fastidiosa che spesso riesco a zittirla ancor prima che inizi a parlare.

Cosa fa Savannah nello specifico?

Mi elenca tutte le mie qualità, i punti di forza del progetto/sfida, mi esorta ad osare e soprattutto mi stacca dal pensiero fisso. Mi prende nel suo vortice di luce (come nella foto) e mi fa uscire da me per riportarmi alla realtà e ridimensionare le mie paure.

Mi fa ballare sciogliendo le tensioni del corpo, mi fa cantare le mie canzoni preferite per ritrovare la mia vera voce, mi porta in un parco cittadino per riconnettermi alla natura: insomma conosce perfettamente cosa mi serve per ritrovare l’energia, sa in che modo io posso ritrovare il mio centro.

Credo che anche tu abbia una “tua” Savannah, e se  ancora non lo sai, probabilmente dovresti solo lasciarle il permesso di farsi conoscere: lei già ti conosce.

Grazie ancora Giovanna per l’ispirazione!

P.S. non chiedetemi perché il nome Savannah, è arrivato così.

By |2019-04-16T12:24:38+02:00Aprile 12th, 2019|donne, ispirazione|0 Comments

Leave A Comment