L’eleganza del riccio. Il bisogno di accettarsi


Ho un naso importante che caratterizza il mio viso, ma la cui presenza non mi ha mai suscitato problemi, disagi o complessi. Lui era lì, ovviamente immutabile.

Ma i miei capelli….

Ho sempre avuto problemi nella gestione della mia massa fulva che sentivo informe e invadente. La cosa incredibile è che sono nata senza capelli e li ho avuti corti fino ai primi anni delle elementari quando poi hanno iniziato a crescere rapidamente in lunghezza e in volume, e a sovrastarmi.

Sono sempre stata una bambina timida e di sicuro essere notata e vista a causa (o per colpa) dei miei capelli era l’ultima cosa che volevo, ma ero piccola e non avevo potere decisionale in merito.

Durante l’adolescenza mi sono serviti per coprirmi (difendermi?) da sguardi e presenze estranee e non desiderate. Poi a vent’anni, padrona delle mie decisioni, iniziai a usare la piastra e voilà il gioco era fatto. Magicamente diventavano docili, lisci e ordinati e io sembravo come tutte le altre ragazze. Insomma l’omologazione mi rassicurava anche se…. non ne ero totalmente contenta.

Accettarsi

In un inconscio bilancio di vita allo scoccare dei trentanni accettai di essere una persona riccia, il che può far sorridere, ma è una vera e propria accettazione. Una presa di coscienza. Quindi andai alla ricerca del riccio perduto e della vera me.

Mi sono presa cura dei miei capelli e il riccio è tornato, vivo e ribelle.

Non è tutto rose e fiori, combatto spesso per domarli o per evitare il crespo, ma li adoro e sono il mio vestito più elegante.

Altro che tacchi…. ma questa è un’altra storia.

P.S. “…non voglio più chiedere scusa se sulla testa porto questa specie di medusa…”

Sabrina Ciraolo
Sabrina Ciraolo
Ciao, sono Sabrina Ciraolo, Life coach per le donne.
Credo fermamente nella forza del femminile e, attraverso il mio lavoro, desidero contribuire affinché ogni donna si senta sempre libera di esprimere la propria identità e individualità.